Francobollo Scout in Brasile


Sensazionali nevicate in questi giorni sulla Sila.

Dieci brani inediti di musica leggera scritti da Andrea Galiano e dai suoi collaboratori. L’album, un autentico saggio di arte e di cultura musicale, ha vinto nel 2001 il Premio Letterario Nazionale “I Fiumi” di Venezia. E’ prodotto dalle Edizioni Musicali Novalis di Rimini. Voci : LIDA (Ida Ladiana) & Andrea Galiano.
Secondo un articolo apparso sul “The Desert Wings” nel Marzo del 1978, le Leggi di Murphy ebbero inizio in una base dell’aeronautica di Edwards nel 1949, quando un ingegnere capitano Edward A. Murphy cominciò a raccogliere le frasi dette da lui e dai suoi colleghi durante la realizzazione di un progetto aerospaziale, anche se la frase del tipo Se una cosa può andare male, andrà male! era nata molto prima e veniva usata dai piloti per sdrammatizzare il momento del volo aereo. Per la consultazione sono qui di seguito riproposti alcuni tra gli Assiomi e le Regole di Murphy:
Gli Assiomi di Murphy:
Le Regole di Murphy per il Capo perfetto:
L’educazione alla partecipazione è un ambito ove annunciare la speranza scout? Durante la riunione sono state esposte diverse testimonianze sul tema della “cittadinanza”, tra le quali si citano le seguenti:
Traendo spunto da tutte queste testimonianze come annunciare, con l’educazione alla partecipazione, la speranza scout? La speranza, in mezzo ai variegati fenomeni socio politici che caratterizzano la società attuale, è un impegno forte per gli scout, perché investe le seguenti aree segnalate nell’incontro: educazione e formazione; il ruolo attuale dei genitori;il ruolo attuale dei figli studenti; l’integrazione degli extra comunitari; lo sviluppo di una cultura emancipata dei piccoli centri urbani; la presenza di pregiudizi di razza, ceto e quant’altro.
Un po’ la trattazione di tutti questi argomenti ha delle vedute e delle soluzioni trasversali. Certamente la preghiera e la partecipazione attiva degli scout membri della società attuale e la manifestazione del proprio pensiero attivo è l’inizio di un tragitto che incontrerà numerosi ostacoli. Certo, le soluzioni potranno venire unicamente dalla riflessione attenta “passo dopo passo”, senza poter perfezionare “tutto e subito”, perché ciò sarebbe unicamente utopistico. (Nella foto storica B-P a cavallo).
Robert Baden-Powell, Fondatore del Movimento Scout nel Mondo, Capo Scout del Mondo. Il primo ritratto di Baden-Powell in epigrafe è tratto dal dipinto di David Jagger del 1929. Fu presentato a Baden-Powell il 6 agosto 1929 alla Terza Celebrazione Mondiale ad Arrowe Park, a Birkenhead in Inghilterra. Questa era meglio conosciuta come la “Festa per il raggiungimento della maggiore età”. Il ritratto di Baden-Powell, presentato in quella circostanza, ebbe un grande successo. L’originale del ritratto adorna tuttora la Casa di Baden-Powell a Londra, mentre una copia è esposta nel salone delle Conferenze nella sede mondiale (WOSM) a Ginevra, in Svizzera. Baden-Powell pensò di fondare un movimento di giovani nel quale fossero sviluppate le qualità dell’esploratore durante la guerra anglo-boera a Mafeking, quando istituì un corpo di cadetti presi tra i ragazzi presenti nella cittadella che utilizzava come portaordini e in altre necessità pratiche. Nel 1907, al ritorno dalla guerra di Mafeking, Egli scrisse l’elaborato “Scoutismo per ragazzi”, gettando le basi vere e proprie dello scoutismo che stava nascendo. Realizzò l’opera in fascicoli, che in breve tempo andarono a ruba, rendendo necessaria una ristampa degli stessi. Sempre nello stesso anno, nell’isola di Brownsea, Baden-Powell portò con sè 20 ragazzi, dando vita alla prima esperienza concreta di campo scout: fu un successo strepitoso. Dal 1909 in poi lo scoutismo cominciò la sua espansione in tutta l’Inghilterra. Un primo raduno si ebbe a Manchester, con oltre 11.000 presenze (tutti esploratori). Ma sempre nello stesso anno si ebbero anche le prime adesioni delle ragazze nel movimento. A Sir Baden Powell fu chiesto, infatti, di passare in rassegna alcuni gruppi di ragazze in divisa che si andavano organizzando per loro conto in base allo schema del suo metodo e fu richiesto di accoglierle nel movimento. Contemporaneamente, Baden Powell cominciò ad essere chiamato B.P. Un anno dopo, nel 1910, cominciò lo sviluppo dello scoutismo nel resto del mondo: in Cile, in Francia, nella Scandinavia e negli Stati Uniti. In Italia Sir Francis Vane, baronetto inglese, istituì a Bagni di Lucca la prima squadra di esploratori. Baden-Powell, vero lord inglese, fu promosso Colonnello nel 1911. 
L’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (AGESCI) è un’associazione che si propone di educare i giovani attraverso lo scautismo, metodo educativo inventato da Robert Baden – Powell attorno al 1907. L’Agesci è nata il 4 maggio 1974 dall’unione di ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani) e AGI (Associazione Guide Italiane), oggi conta più di 170.000 iscritti, è diffusa sull’intero territorio nazionale, sia nei capoluoghi di provincia che nei piccoli comuni. Attraverso il servizio di circa 30.000 adulti educatori propone il metodo scout a ragazzi e ragazze dai 7 ai 21 anni in oltre 2000 diverse realtà locali parrocchiali, di quartiere o di paese. L’Agesci è riconosciuta dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana), dal Dipartimento di Protezione Civile (è intervenuta in quasi tutte le emergenze verificatesi dal terremoto del 1976 in Friuli fino ai giorni nostri), ha stipulato protocolli d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero della Pubblica Istruzione, è attiva nel volontariato tramite il servizio svolto dagli adulti e dai giovani di età compresa fra i 18 e i 21 anni, collabora con diversi altri enti, realtà associative e del volontariato nazionali e internazionali, tra cui si annovera l’Unicef, la Fao, l’Unhcr, la Tavola della Pace e il Forum del Terzo Settore.
Il linguaggio è il mezzo di comunicazione tipicamente umano che si avvale di simboli grafici, convenzionali, orali e mimici. L’uomo è un insieme: il linguaggio è una parte di un insieme che si muove o che sta fermo. Il linguaggio assolve a due competenze: comunicativa, cioè serve a comunicare; simbolica, cioè il pensiero è in grado di elaborare simboli. Ovviamente, da questo punto di vista c’è un nesso fortissimo con il pensiero. Vediamo il rapporto tra il pensiero e il linguaggio. Il pensiero è il linguaggio (concetto di Skinner); secondo altri il pensiero dipende totalmente dal linguaggio (ad esempio il bene : utilizzo l’articolo il per esprimere una idea, un concetto); il linguaggio dipende dal pensiero (J.Piaget); linguaggio e pensiero sono funzioni autonome (autori sovietici); il linguaggio è un processo cognitivo; il linguaggio ed il pensiero sono costruiti socialmente e sono separabili solo funzionalmente. Un elemento che caratterizza il linguaggio è il numero limitato di suoni (fonemi-lettere) che attraverso regole di trasformazione formano infinite frasi, infinite parole, le quali risultano essere invenzioni umane che vengono modificate arbitrariamente. Secondo Skinner sono gli adulti che danno significato a ciò che il bambino dice e/o fa. Secondo Chomsky nei bambini c’è una componente di linguaggio fortissima, di esecuzione e competenza. I bambini infatti hanno un ipercorrettivismo. L’esempio ci è fornito in proposito dalla coniugazione di verbi irregolari (andare: il bambino dirà io ando, ecc.) e poi sono gli adulti che correggono l’ipercorrettivismo dei bambini. Il linguaggio, in particolare, si organizza in una semantica ed una sintassi. La semantica è l’insieme delle parole, la sintassi è l’insieme delle regole. Il linguaggio può inoltre essere di tipo verbale ed analogico (esempio dire Brutto, Brutto, Brutto!!! il concetto, detto in forma decodificata, esprime tutto l’opposto). Dietro il linguaggio che abbiamo descritto ci sono le regole e la competenza umana. Gli stadi evolutivi del linguaggio sono i seguenti: acquisizione, ove caratteristica è la lallazione, l’interesse per l’intonazione e la costruzione di regole(ipercorrettivismo); poi c’è la comprensione, il riuscire a percepire la differenza tra tutto e tetto, quindi livello percettivo, semantico, sintattico, pragmatico, parole costruite o sentite, il principio di realtà e di cooperazione che presuppongono la volontà di comunicare e di comprendersi; successivamente a queste fasi c’è la produzione, ossia la pianificazione del discorso, della frase, da cui si sviluppa la memoria semantica cioè il lessico (organizzazione dei significati delle parole) e l’enciclopedia (formazione, organizzazione, rapporti relativi ai concetti). Articolo scritto dal Dott. Andrea Galiano (copyright).
Premetto che il seguente articolo ha una finalità puramente descrittiva del significato oggettivo dell’attitudine: è la predisposizione innata che si sviluppa e si perfeziona con l’esercizio, fino al punto di divenire un’abilità. Le attitudini hanno un significato essenzialmente pratico in quanto fanno sentire la loro presenza nelle differenze di rendimento da un individuo all’altro. Le attitudini esprimono la possibilità di lavoro del soggetto, la predisposizione a realizzare qualcosa in forma efficiente. Le vere attitudini sono spontanee, precoci, durevoli e preesistenti all’esercizio. Basti pensare a Mozart e a Giotto, esempi di precocità eccezionali. Wolfgang Amadeus Mozart, ottimo musicista, compositore e violinista, a quattro anni già traeva profitto dalle lezioni del padre e a sei anni scriveva le sue prime composizioni per clavicembalo. A quattordici anni è già celebre come acclamato esecutore, noto per la straordinaria qualità di improvvisatore e che ha al suo attivo numerose composizioni, tra le quali alcune sinfonie, parecchie sonate e cantate. Globalmente la sua imponente produzione, stimata il oltre settecento numeri, comprende la musica sacra, la musica strumentale e da camera, opere nei diversi generi. Giotto, pittore, appena sedicenne abbandonò la professione di lanaiolo, come il padre, per entrare a Firenze nella bottega di Cimabue: leggenda è quella relativa al maestro che scopre l’allievo intento ad incidere su di un masso i profili delle pecore da lui condotte al pascolo. Le attitudini sono anche ereditarie e si trasmettono di generazione in generazione attraverso lunghe discendenze di pittori, di musicisti e di scienziati, di rendimento sempre superiore alla norma. L’alunno dotato di spiccata attitudine per la matematica la rivela sin dai primi giorni di scuola. La tendenza, una volta accertato il talento, è quella di definirlo come un’abilità cognitiva. Ci sono attitudini che si perdono se non vengono coltivate ma queste, più che attitudini, sono abilità acquisite faticosamente nel corso dell’esperienza. Le attitudini possono restare in latenza durante tutta la vita, quando vengono a mancare le possibilità pratiche di espressione, però se riescono a manifestarsi e ad evolversi naturalmente, anche con l’aiuto dell’esercizio e dell’educazione, divengono capacità più o meno notevoli a seconda del grado attitudinale. Certi aspetti del carattere e del temperamento a volte sono controindicati anche di fronte ad attitudini elevate. E’ necessario tenere separati questi due aspetti, cioè quello del carattere e del temperamento, che sono le facce diverse di una stessa medaglia: la personalità. Non si diventa irascibili, si nasce irascibili: il temperamento è un qualcosa con il quale si viene al mondo (esempio …è di temperamento ansioso). Il carattere invece è plasmato dall’ambiente: possiamo parlare pertanto di carattere leale, franco e sincero. Le componenti temperamentali possono essere modificate da date malattie. L’indagine attitudinale e l’indagine caratterologico/temperamentale sono intimamente connesse perché si arricchiscono, si completano, si confermano e si definiscono reciprocamente. Le attitudini esprimono la potenziale capacità che rende un soggetto adatto ad una determinata attività. Le attitudini non hanno vita autonoma: sono generalmente formazioni assai complesse, che non sfuggono all’influenza di altri caratteri attitudinali e dei processi coscienti ed incoscienti. Le attitudini si identificano con ogni caratteristica individuale considerata in rapporto predittivo al rendimento e costituiscono un sistema di forze interne che implica una migliore possibilità di riuscita in certe attività fisiche e psichiche. All’uopo definiamo le attitudini fisiche, ossia capacità sensoriali e motorie tra cui ad esempio posso citare la coordinazione di movimenti, la resistenza fisica. Tali attitudini raggiungono la massima espressione ai venti, venticinque anni di età. Le attitudini psichiche sono disposizioni a facoltà mentali come la memoria, la capacità analitica, sintetica, intuitiva, artistica. Tali attitudini hanno maggiore durata e declinano statisticamente verso i sessanta anni di età del soggetto.
Articolo redatto dal Dr.Andrea Galiano
(cliccare sulla miniatura per leggere l’articolo ingrandito)
Vincitore del Premio Nazionale i Fiumi di Venezia 2001
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