set
29
2008
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Memorie sulla Cittadinanza da un incontro in Comunità Capi Scout

L’educazione alla partecipazione è un ambito ove annunciare la speranza scout? Durante la riunione sono state esposte diverse testimonianze sul tema della  “cittadinanza”, tra le quali si citano le seguenti:

 

  • Testimonianza sul soccorso ai profughi albanesi nell’inverno del 1991. Si è manifestata la speranza di integrazione dei profughi nella nostra società, anche se tra loro non si esclude la presenza di ex pregiudicati, oltre che di gente colta e onesta benché povera, altri di religione non cattolica. In considerazione che non bisogna avere pregiudizi di sorta, sono del parere che ognuno possa avere il suo giusto riscatto nella nostra società; singolare è stata quell’anno la celebrazione della Santa Pasqua nel campo profughi allestito in Basilicata sulle spiagge di Metaponto, che ha visto la partecipazione anche di profughi non cattolici;
  • Testimonianza sulla speranza di educazione e formazione degli studenti, che spesso a scuola si adagiano al fenomeno del bullismo, disertando l’ingresso a scuola per poi giocare al biliardo, all’insaputa dei genitori (comprensivi). Si nota in questo ambito una lacuna educativa e una mancanza dell’ascendente formativo di riferimento, un po’ come non accadeva con il modello educativo di stampo patriarcale. La speranza si concretizza nel giusto ruolo genitoriale,  nella costante presenza degli stessi genitori i quali, entrambi presi da impegni di lavoro quotidiano, sovente delegano l’educazione alla tata o ai nonni e cercano di recuperare assenza e  rapporto accontentando le richieste dei propri figli. In tale contesto è verosimile ritenere che il ruolo genitoriale è in crisi, per la mancanza costante dei genitori nel percorso educativo dei propri figli, che può in qualche caso divenire una lacuna significativa, anche se è pur vero che non siamo tutti uguali nella ricettività educativa;
  • Testimonianza sulle osservazioni che si sviluppano nei piccoli centri urbani, ove la mancanza di una mentalità emancipata finisce col portare a volte gli abitanti a criticare le abitudini giovanili, spesso inconsuete, o di tendenza, come ad esempio il portare i capelli lunghi per un giovane o attivarsi per proficue iniziative tra studenti universitari che però non decollano a causa della staticità del contesto;
  • Riflessioni sulla dignità di tutte le razze umane: tutti gli uomini di qualsiasi razza e ceto sono uguali e senza alcun pregiudizio di sorta per il passato, per il presente e per l’avvenire.

Traendo spunto da tutte queste testimonianze come annunciare, con l’educazione alla partecipazione, la speranza scout? La speranza, in mezzo ai variegati fenomeni socio politici che caratterizzano la società attuale, è un impegno forte per gli scout, perché investe le seguenti aree segnalate nell’incontro: educazione e formazione; il ruolo attuale dei genitori;il ruolo attuale dei figli studenti; l’integrazione degli extra comunitari; lo sviluppo di una cultura emancipata dei piccoli centri urbani; la presenza di  pregiudizi di razza, ceto e quant’altro.

 

Un po’ la trattazione di tutti questi argomenti ha delle vedute e delle soluzioni trasversali. Certamente la preghiera e la partecipazione attiva degli scout membri della società attuale e la manifestazione del proprio pensiero attivo è l’inizio di un tragitto che incontrerà numerosi ostacoli. Certo, le soluzioni potranno venire unicamente dalla riflessione attenta “passo dopo passo”, senza poter perfezionare “tutto e subito”, perché ciò sarebbe unicamente utopistico. (Nella foto storica B-P a cavallo).

 

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set
29
2008
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Robert Baden-Powell, fondatore del World Scout Movement

Robert Baden-Powell, Fondatore del Movimento Scout nel Mondo, Capo Scout del Mondo. Il primo ritratto di Baden-Powell in epigrafe è tratto dal dipinto di David Jagger del 1929. Fu presentato a Baden-Powell il 6 agosto 1929 alla Terza Celebrazione Mondiale ad Arrowe Park, a Birkenhead in Inghilterra. Questa era meglio conosciuta come la “Festa per il raggiungimento della maggiore età”. Il ritratto di Baden-Powell, presentato in quella circostanza, ebbe un grande successo. L’originale del ritratto adorna tuttora la Casa di Baden-Powell a Londra, mentre una copia è esposta nel salone delle Conferenze nella sede mondiale (WOSM) a Ginevra, in Svizzera. Baden-Powell pensò di fondare un movimento di giovani nel quale fossero sviluppate le qualità dell’esploratore durante la guerra anglo-boera a Mafeking, quando istituì un corpo di cadetti presi tra i ragazzi presenti nella cittadella che utilizzava come portaordini e in altre necessità pratiche. Nel 1907, al ritorno dalla guerra di Mafeking, Egli scrisse l’elaborato “Scoutismo per ragazzi”, gettando le basi vere e proprie dello scoutismo che stava nascendo. Realizzò l’opera in fascicoli, che in breve tempo andarono a ruba, rendendo necessaria una ristampa degli stessi. Sempre nello stesso anno, nell’isola di Brownsea, Baden-Powell portò con sè 20 ragazzi, dando vita alla prima esperienza concreta di campo scout: fu un successo strepitoso. Dal 1909 in poi lo scoutismo cominciò la sua espansione in tutta l’Inghilterra. Un primo raduno si ebbe a Manchester, con oltre 11.000 presenze (tutti esploratori). Ma sempre nello stesso anno si ebbero anche le prime adesioni delle ragazze nel movimento. A Sir Baden Powell fu chiesto, infatti, di passare in rassegna alcuni gruppi di ragazze in divisa che si andavano organizzando per loro conto in base allo schema del suo metodo e fu richiesto di accoglierle nel movimento. Contemporaneamente, Baden Powell cominciò ad essere chiamato B.P. Un anno dopo, nel 1910, cominciò lo sviluppo dello scoutismo nel resto del mondo: in Cile, in Francia, nella Scandinavia e negli Stati Uniti. In Italia Sir Francis Vane, baronetto inglese, istituì a Bagni di Lucca la prima squadra di esploratori. Baden-Powell, vero lord inglese, fu promosso Colonnello nel 1911.

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set
29
2008
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Tra le realtà educative: l’AGESCI

 

L’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (AGESCI) è un’associazione che si propone di educare i giovani attraverso lo scautismo, metodo educativo inventato da Robert Baden – Powell attorno al 1907. L’Agesci è nata il 4 maggio 1974 dall’unione di ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani) e AGI (Associazione Guide Italiane), oggi conta più di 170.000 iscritti, è diffusa sull’intero territorio nazionale, sia nei capoluoghi di provincia che nei piccoli comuni. Attraverso il servizio di circa 30.000 adulti educatori propone il metodo scout a ragazzi e ragazze dai 7 ai 21 anni in oltre 2000 diverse realtà locali parrocchiali, di quartiere o di paese. L’Agesci è riconosciuta dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana), dal Dipartimento di Protezione Civile (è intervenuta in quasi tutte le emergenze verificatesi dal terremoto del 1976 in Friuli fino ai giorni nostri), ha stipulato protocolli d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero della Pubblica Istruzione, è attiva nel volontariato tramite il servizio svolto dagli adulti e dai giovani di età compresa fra i 18 e i 21 anni, collabora con diversi altri enti, realtà associative e del volontariato nazionali e internazionali, tra cui si annovera l’Unicef, la Fao, l’Unhcr, la Tavola della Pace e il Forum del Terzo Settore.

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