Memorie sulla Cittadinanza da un incontro in Comunità Capi Scout
L’educazione alla partecipazione è un ambito ove annunciare la speranza scout? Durante la riunione sono state esposte diverse testimonianze sul tema della “cittadinanza”, tra le quali si citano le seguenti:
- Testimonianza sul soccorso ai profughi albanesi nell’inverno del 1991. Si è manifestata la speranza di integrazione dei profughi nella nostra società, anche se tra loro non si esclude la presenza di ex pregiudicati, oltre che di gente colta e onesta benché povera, altri di religione non cattolica. In considerazione che non bisogna avere pregiudizi di sorta, sono del parere che ognuno possa avere il suo giusto riscatto nella nostra società; singolare è stata quell’anno la celebrazione della Santa Pasqua nel campo profughi allestito in Basilicata sulle spiagge di Metaponto, che ha visto la partecipazione anche di profughi non cattolici;
- Testimonianza sulla speranza di educazione e formazione degli studenti, che spesso a scuola si adagiano al fenomeno del bullismo, disertando l’ingresso a scuola per poi giocare al biliardo, all’insaputa dei genitori (comprensivi). Si nota in questo ambito una lacuna educativa e una mancanza dell’ascendente formativo di riferimento, un po’ come non accadeva con il modello educativo di stampo patriarcale. La speranza si concretizza nel giusto ruolo genitoriale, nella costante presenza degli stessi genitori i quali, entrambi presi da impegni di lavoro quotidiano, sovente delegano l’educazione alla tata o ai nonni e cercano di recuperare assenza e rapporto accontentando le richieste dei propri figli. In tale contesto è verosimile ritenere che il ruolo genitoriale è in crisi, per la mancanza costante dei genitori nel percorso educativo dei propri figli, che può in qualche caso divenire una lacuna significativa, anche se è pur vero che non siamo tutti uguali nella ricettività educativa;
- Testimonianza sulle osservazioni che si sviluppano nei piccoli centri urbani, ove la mancanza di una mentalità emancipata finisce col portare a volte gli abitanti a criticare le abitudini giovanili, spesso inconsuete, o di tendenza, come ad esempio il portare i capelli lunghi per un giovane o attivarsi per proficue iniziative tra studenti universitari che però non decollano a causa della staticità del contesto;
- Riflessioni sulla dignità di tutte le razze umane: tutti gli uomini di qualsiasi razza e ceto sono uguali e senza alcun pregiudizio di sorta per il passato, per il presente e per l’avvenire.
Traendo spunto da tutte queste testimonianze come annunciare, con l’educazione alla partecipazione, la speranza scout? La speranza, in mezzo ai variegati fenomeni socio politici che caratterizzano la società attuale, è un impegno forte per gli scout, perché investe le seguenti aree segnalate nell’incontro: educazione e formazione; il ruolo attuale dei genitori;il ruolo attuale dei figli studenti; l’integrazione degli extra comunitari; lo sviluppo di una cultura emancipata dei piccoli centri urbani; la presenza di pregiudizi di razza, ceto e quant’altro.
Un po’ la trattazione di tutti questi argomenti ha delle vedute e delle soluzioni trasversali. Certamente la preghiera e la partecipazione attiva degli scout membri della società attuale e la manifestazione del proprio pensiero attivo è l’inizio di un tragitto che incontrerà numerosi ostacoli. Certo, le soluzioni potranno venire unicamente dalla riflessione attenta “passo dopo passo”, senza poter perfezionare “tutto e subito”, perché ciò sarebbe unicamente utopistico. (Nella foto storica B-P a cavallo).



