Il linguaggio
Il linguaggio è il mezzo di comunicazione tipicamente umano che si avvale di simboli grafici, convenzionali, orali e mimici. L’uomo è un insieme: il linguaggio è una parte di un insieme che si muove o che sta fermo. Il linguaggio assolve a due competenze: comunicativa, cioè serve a comunicare; simbolica, cioè il pensiero è in grado di elaborare simboli. Ovviamente, da questo punto di vista c’è un nesso fortissimo con il pensiero. Vediamo il rapporto tra il pensiero e il linguaggio. Il pensiero è il linguaggio (concetto di Skinner); secondo altri il pensiero dipende totalmente dal linguaggio (ad esempio il bene : utilizzo l’articolo il per esprimere una idea, un concetto); il linguaggio dipende dal pensiero (J.Piaget); linguaggio e pensiero sono funzioni autonome (autori sovietici); il linguaggio è un processo cognitivo; il linguaggio ed il pensiero sono costruiti socialmente e sono separabili solo funzionalmente. Un elemento che caratterizza il linguaggio è il numero limitato di suoni (fonemi-lettere) che attraverso regole di trasformazione formano infinite frasi, infinite parole, le quali risultano essere invenzioni umane che vengono modificate arbitrariamente. Secondo Skinner sono gli adulti che danno significato a ciò che il bambino dice e/o fa. Secondo Chomsky nei bambini c’è una componente di linguaggio fortissima, di esecuzione e competenza. I bambini infatti hanno un ipercorrettivismo. L’esempio ci è fornito in proposito dalla coniugazione di verbi irregolari (andare: il bambino dirà io ando, ecc.) e poi sono gli adulti che correggono l’ipercorrettivismo dei bambini. Il linguaggio, in particolare, si organizza in una semantica ed una sintassi. La semantica è l’insieme delle parole, la sintassi è l’insieme delle regole. Il linguaggio può inoltre essere di tipo verbale ed analogico (esempio dire Brutto, Brutto, Brutto!!! il concetto, detto in forma decodificata, esprime tutto l’opposto). Dietro il linguaggio che abbiamo descritto ci sono le regole e la competenza umana. Gli stadi evolutivi del linguaggio sono i seguenti: acquisizione, ove caratteristica è la lallazione, l’interesse per l’intonazione e la costruzione di regole(ipercorrettivismo); poi c’è la comprensione, il riuscire a percepire la differenza tra tutto e tetto, quindi livello percettivo, semantico, sintattico, pragmatico, parole costruite o sentite, il principio di realtà e di cooperazione che presuppongono la volontà di comunicare e di comprendersi; successivamente a queste fasi c’è la produzione, ossia la pianificazione del discorso, della frase, da cui si sviluppa la memoria semantica cioè il lessico (organizzazione dei significati delle parole) e l’enciclopedia (formazione, organizzazione, rapporti relativi ai concetti). Articolo scritto dal Dott. Andrea Galiano (copyright).
